martedì 15 novembre 2011

Una brutta partita, anzi bruttissima

Una brutta, anzi bruttissima partita giocata male da entrambe le squadre.

Su un campo le cui dimensioni sono al limite della regolarità le due squadre in campo hanno dato vita ad un macht all’insegna dello scontro fisico, il cui scopo non dichiarato è stato di non far giocare l’avversario.

Il campo stretto ha penalizzato fortemente l’Ottavia che non riesce a sfruttare al meglio il suo gioco, fatto di ripartenze rapide con lanci per gli attaccanti veloci, mentre aiuta molto quelle squadre che fanno del pressing sui portatori di palla avversari il loro punto di forza.

Il campo piccolo, limitando lo spazio permette ed aiuta il pressing dei centrocampisti, così i centrali di centrocampo faticano poco ad andare in pressione sugli avversari, e difensori non fanno fatica a chiudere i varchi in difesa.

Ne risente il gioco, perché i due centrocampi con fatica riescono a creare gioco offensivo.

Ne nasce così una partita giocata con forza a centrocampo, con continue mischie tra centrocampisti alla ricerca della palla. Si vede poco gioco. Il gioco è continuamente interrotto da falli di gioco per la conquista della palla e si assiste a continue punizioni con lanci per le torri dell’area avversaria, quasi sempre preda dei difensori che mandano la palla in angolo e poi una serie di calci d’angolo finche la palla non è presa dal portiere che rilancia nell’altra meta del campo, allora si ripete la scena nell’area avversaria, palla per le torri, libera in angolo la difesa, poi una serie di calci d’angolo finche la palla non viene calciata con forze nell’altra meta campo e così…

Questo è lo spettacolo a cui si è assistito per gran parte della partita, diciamolo abbastanza noioso.

Passiamo ad analizzare lo svolgimento della partita.

Nei minuti iniziali prendono l’iniziativa i biancoverdi della Castelnuovese che cercao di impensierire il portiere ottaviano ma senza successo, poi cala il ritmo dei padroni di casa e l’Ottavia riesce a riversarsi a fatica nella meta campo avversaria ma con poca efficacia. Non riesce quasi mai a rendersi pericolosa.

Giusto il primo tempo che vede le squadre ferme sul pareggio per 0-0.

La ripresa inizia così come era terminato il primo tempo con il solito non gioco, solo che l’acido lattico comincia a farsi sentire, la stanchezza aumenta, si perde in lucidità mentale e aumentano i falli di gioco specialmente nel centro campo.

Il primo a pagare tale modo di giocare è il numero 8 dei biancoverdi, fallo da dietro su Politi, prende la seconda ammonizione e deve lasciare il campo di gioco.

L’Ottavia si trova cos’ in vantaggio di uomini in campo e riesce a gestire meglio il gioco, in questa fase che l’Ottavia trova la sua unica nitida occasione da gol.

Caminiti, lanciato in profondità, partendo sulla linea dei difensori senza essere in fuorigioco, riesce a trovare un varco tra le linee, e si trova a tu per tu con il portiere avversario il quale è bravo ad uscire chiudendo lo spazio e parare il rasoterra dell’attaccante azzurro.

I giocatore della Castelnuovese, rimasti in dieci iniziano a fare con astuzia un lavoro psicologico nei confronti dell’arbitro, chiedendo continuazioni ammonizioni per ogni fallo fatto dai ragazzi dell’Ottavia.

Grazie ad un ingenuità di Caminiti, che pur non commettendo un fallo pesante, ma solo per un atteggiamento falloso, riceve il secondo giallo e viene espulso, la Castelnuovese ristabilisce la parità numerica in mezzo al campo.

L’espulsione del centravanti, anche se non crea grossi problemi tattici, in quanto il mister Palmucci lascia in avanti le due punte senza cambiare il resto della squadra, ha però un ripercussione psicologia, la squadra si smarrisce un po’ e perde anche parte della sua carica agonistica.

Rallenta un il ritmo l’Ottavia, ne approfitta così la Castelnuovese che si butta in avanti alla ricerca del gol, grazie anche ad alcuni cambi in cui il mister biancoverde toglie il centravanti statico per inserire un ragazzo più fresco e tecnicamente più valido, il quale si da un gran da fare mettendo un pò in difficoltà la nostra difesa.

Sull’ennesimo calcio d’angolo, la difesa rimasta immobile, ma cosa ancora più grave posizionata male, l’esterno sinistro della Castelnuovese, crossa una palla al centro dell’area azzurra e pesca libero al centro dell’area, il compagno appena subentrato, il quale facilmente piazza di testa un pallone imparabile per portiere Caravaggi.

L’Ottavia giustamente non ci sta e si riversa nella meta campo avversaria alla ricerca del pareggio.

Sembra la fotocopia del finale di domenica scorsa.

Preso gol nel finale di partita, i ragazzi dell’Ottavia cercano con le poche risorse fisiche rimaste di realizzare il gol del pareggio. E come domenica scorsa lo fa in modo scomposto e affannoso, crea continui cross in area che son sempre facile presa dei difensori avversari.

Peccato perché per quello che si visto, per come non si è giocato il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto.

Adesso si scivola ai margini della zona retrocessione, c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare. Specialmente sull’aspetto psicologico, troppe lamentele inutile per tutta la partita nei confronti dell’arbitro, che non fanno altro che indispettirlo e prendere a volte delle decisione chiaramente a sfavore dei azzurri. La squadra giovane è poco maliziosa a volte (spesso) subisce l’esperienza degli avversari più avvezzi alla categoria.

C’è da lavorare sul modo di stare in campo e della gestione della partite in relazione all’arbitro e agli avversari. Ieri in vantaggio dopo l’espulsione di un bianco verde, i ragazzi avrebbero dovuto stare più calmi, cercare di subire più falli aiutando l’arbitro a non compensare l’espulsione. In fatti si è avuto l’impressione che l’arbitro, abbia espulso Caminiti più per compensare che non per punire il gesto falloso, e calmare i castelnuovese che lo pressavano alla ricerca di cartellini gialli. Caminiti era già ammonito doveva stare più tranquillo, certo è giovane si possono commettere degli errori di ingenuità e d’inesperienza.

Comunque anche con l’espulsione del centravanti, si poteva portare a casa un risultato utile (un pareggio esterno) con alcuni accorgimenti tattici comprendo un po’ di più una difesa assai stanca.

Comunque è giunto il momento di rivedere qualcosa in mezzo al campo, un modulo più quadrato e meno spregiudicato in avanti.

Domenica c’è il Campagnano in casa, una partita da non perdere assolutamente.

Nessun commento:

Posta un commento