martedì 8 novembre 2011

Che AmarezzA

Alla fine della partita, dopo il triplice fischio, ci rimane addosso quel senso di.. come direbbe il famoso attore Antonello Cesari nel ruolo di uno dei fratelli Cesaroni: “Che Amarezza”

Già che amarezza.

Speravamo in una vittoria casalinga per rimanere agganciati al trenino dei primi in classifica, invece il ProRoma, con due solo due tiri in porta si porta via l’intera posta.

Il mister Palmucci schiera la migliore formazione possibile, in considerazione delle assenza del capitano Ortenzi e dell’infortunato Caminiti, (che martedì dovrebbe riprendere l’allenamenti).

Il primo tempo le due squadre in campo giocano una discreta partita, l’Ottavia con il 4-3-3 e il Proroma co un 4-4-2. Le due squadre si equivalgono, le occasioni da rete sono molte rare, tanto che non c’è nessuna parata di rilievo dei due portieri. Le due difese hanno facile ragione dei attacchi avversari.

Sarebbe un giusto zero a zero per il primo tempo, ma si sa che nel calcio molte volte la differenza la fanno gli episodi. Sul finire del primo tempo il numero otto del ProRoma, lascia partite un tiro senza pretese, un tiro di quelli “visto che non so cosa fare, tiro in porta”.

Il pallone prende un traiettoria beffarda, di quelle in cui il pallone sale, sale e poi scende all’improvviso con un effetto a rientrare e puntualmente si insacca alle spalle dell’incolpevole portiere. In effetti non possiamo dare colpe al portiere Caravaggi, o a qualche difensore che non è uscito in chiusura, il centrocampista è stato velocissimo nell’esecuzione e fortunato nel risultato finale.

Visto il valore in campo delle due squadre era prevedibile che la partita si sarebbe risolta nel secondo tempo quando la preparazione fisica e i ricambi della panchina spostano l’ago della bilancia.

Nella ripresa nei minuti iniziali l’Ottavia trova il pareggio grazie ad un formidabile colpo di testa di De Giacomo,.

In occasione di calcio di punizione dai 30 metri, Di Giacomo nello scatto breve in area prende le misure all’avversario e con un secco colpo di testa realizza il gol del pareggio.

Sulla spinta dell’entusiasmo del pareggio e complice un evidente calo fisico del ProRoma, l’Ottavia spinge alla ricerca del gol del vantaggio, e chiude gli avversari nella loro meta campo.

Cosi il mister ottaviano avanza il baricentro della squadra la imposta con un 4-2-1-3, spinge la squadra in avanti alla ricerca del gol vittoria.

Il mister del Pro Roma non rinuncia alla ricerca della vittoria e azzarda, fuori un centrocampista e dentro un attaccante. Così la squadra si schiera con un 4-2-4. I due centrocampisti arretrano davanti alla difesa con il compito di rompere il gioco e lanciare palle lunghe per saltare il centrocampo e mettere attacco e difesa uno contro uno.

Calo fisico delle squadre e cala il ritmo del gioco e aumentano i falli di gioco. Così negli ultimi 15 minuti di gioco il ProRoma trova una preziosa punizione dal limite dell’area che la finalizza realizzando il gol della vittoria.

Che dire!! Le punizioni quest’anno per l’Ottavia sembrano essere un maledizione, la meta dei gol subiti fino ad oggi sono scaturite da calci di punizioni.

Passata in svantaggio l’Ottavia si butta in avanti alla ricerca del gol del vantaggio, ma lo fa in modo scoordinato e confusionario, e tutto ciò rende facile al ProRoma difendere l’esiguo vantaggio, vincere la partita e portarsi a casa i tre punti

Che dire in sintesi?

Bene l’Ottavia quando si difende, meno bene quando c’è da attaccare.

Certo si sente la mancanza di Caminiti nel trio d’attacco, ma il vero problema e che quando l’Ottavia riesce a sviluppare un gioco di contropiede e trova ampi spazi nelle difese avversarie diventa una macchina da gol. Diversamente quando c’è da attaccare difese ben organizzate che non lasciano spazio al contropiede le cose si fanno molto complicate.

In effetti gli esterni poche volte si allargano cercando di raggirare le difese. Ieri quelle poche volte che Di Giacomo , l’unico dei tre che ha giocato a tratti da esterno puro, ha saltato l’uomo arrivando sul fondo ed ha messo palle interessanti al centro non c’era nessuno ad approfittarne, i due compagni di linea era sempre fuori posizione e i centrocampisti erano in ritardo per l’inserimento.

Quello che è evidente che finche si fa contropiede tutto ok, quando c’è da attaccare difese arroccate manca un idea di gioco offensivo. In altre parole tutto è nelle iniziative sporadiche dei giocatori e non frutto di un gioco collettivo e preparato .

Inoltre gli esterni sono poco esterni. Tendono sempre ad accentrarsi segno che non sono degli esterni di ruolo, non hanno naturalezza a saltare l’uomo e andare sul fondo per crossare. Sono rare le occasione del uno-due sulla fascia tra esterno e centrocampista, il quale dovrebbe lanciare, dopo lo scambio, l’esterno nello spazio che andrà ad occupare in velocità aggirando il terzino.

Si assiste sempre a lanci lunghi per la punta o lanci a cambiare gioco verso il compagno libero sull’altro lato del campo. Molte volte lanci difficili da controllare perchè non sempre sono precisi e facili da controllare.

Quelle poche volte, anche nelle partite giocate in passato, si è visto che quando l’esterno di turno riesce ad arrivare sul fondo e crossare si creano grossi pericoli, però molte volte non si concretizza per la posizione errata dei giocatori che molte volte stringono troppo e non lasciano spazio all’inserimento dei centrocampisti, dei quali il solo Politi, sa entrare nello spazio quando c’è.

Un altro aspetto negativo, i cambi troppo tardi, restano in campo giocatori che hanno evidenti cali fisici che andrebbero sostituiti per dare freschezza fisica alla squadra ma restano in campo a fare presenza.

Domenica prossima trasferta a Castelnuovo di porto … speriamo di tornare presto alla vittoria.

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